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Acciai altoresistenziali: schede tecniche

Q, QL e QL1 negli acciai altoresistenziali: cosa significano davvero

Differenze pratiche tra S690Q, S690QL, S690QL1, S960Q, S960QL e S960QL1

Negli acciai strutturali altoresistenziali si trovano spesso sigle come:

  • S690Q
  • S690QL
  • S690QL1
  • S890QL
  • S960Q
  • S960QL
  • S960QL1

A prima vista sembrano quasi uguali. Cambia solo una lettera o un numero finale.

In realtà quella lettera può cambiare molto.

La differenza tra Q, QL e QL1 riguarda soprattutto la resilienza, cioè la capacità dell’acciaio di assorbire energia d’urto senza rompersi in modo fragile, specialmente a bassa temperatura.

In parole semplici:

Q = acciaio temprato e rinvenuto.
QL = acciaio temprato e rinvenuto con migliore tenacità a bassa temperatura.
QL1 = acciaio temprato e rinvenuto con requisiti ancora più severi di tenacità a bassa temperatura.

Questa distinzione è molto importante per gru, ponti, strutture esterne, macchine, carpenterie saldate, ambienti freddi, urti, fatica e lavori ad alta responsabilità.


1. Tabella rapida

Sigla Significato pratico Uso indicativo
Q Quenched and tempered, cioè temprato e rinvenuto strutture altoresistenziali con requisiti ordinari
QL Temprato e rinvenuto con tenacità migliorata a bassa temperatura strutture esterne, gru, macchine, ambienti freddi
QL1 Temprato e rinvenuto con tenacità ancora più severa ambienti molto freddi, urti, impieghi critici
S690Q 690 MPa, qualità Q piastra altoresistenziale base
S690QL 690 MPa, qualità QL piastra altoresistenziale con migliore resilienza
S690QL1 690 MPa, qualità QL1 piastra altoresistenziale per requisiti più severi
S960QL 960 MPa, qualità QL piastra ad altissima resistenza con resilienza migliorata

Gli acciai EN 10025-6 sono prodotti piani altoresistenziali forniti in condizione temprata e rinvenuta, destinati ad applicazioni che richiedono alta resistenza e buona tenacità.


2. Cosa significa la lettera Q

La lettera Q viene da quenched, cioè temprato.

Negli acciai strutturali altoresistenziali secondo EN 10025-6, la lettera Q indica che il materiale è fornito in condizione temprata e rinvenuta.

Questo trattamento serve a ottenere:

  • alta resistenza;
  • buona tenacità;
  • struttura metallurgica controllata;
  • comportamento adatto a piastre strutturali molto sollecitate.

Esempi:

  • S690Q;
  • S890Q;
  • S960Q.

La lettera Q non significa solo “forte”. Significa che l’acciaio ha ricevuto un trattamento termico importante.

Per questo saldatura, piega e riscaldamenti successivi devono essere controllati.


3. Cosa significa QL

La sigla QL aggiunge il concetto di resilienza migliorata a bassa temperatura.

La lettera L richiama appunto la bassa temperatura.

Un acciaio S690QL non è solo un S690Q scritto in modo più lungo. È una qualità con requisiti di tenacità più severi.

Questo è importante quando la struttura lavora:

  • all’esterno;
  • al freddo;
  • con urti;
  • con vibrazioni;
  • con carichi dinamici;
  • con saldature importanti;
  • in ambienti dove una rottura fragile sarebbe molto pericolosa.

La differenza principale tra Q, QL e QL1 riguarda quindi la prova d’urto Charpy e la temperatura alla quale viene richiesta una certa energia assorbita.


4. Cosa significa QL1

La sigla QL1 indica una qualità ancora più severa rispetto a QL.

In pratica, QL1 richiede una migliore tenacità a temperature più basse o con requisiti più alti, secondo la norma e il certificato.

Esempi:

  • S690QL1;
  • S890QL1;
  • S960QL1.

QL1 è indicato quando la struttura lavora in condizioni più critiche:

  • climi molto freddi;
  • impieghi offshore;
  • ponti in zone fredde;
  • gru e macchine esposte;
  • strutture soggette a urti;
  • componenti dove la tenacità è fondamentale;
  • lavori dove il capitolato richiede espressamente QL1.

Non si sceglie QL1 “perché è più bello”. Si sceglie quando serve davvero.


5. La prova Charpy spiegata semplice

La resilienza viene spesso misurata con la prova Charpy V-notch.

È una prova d’urto. Un provino con un intaglio viene colpito da un pendolo. Si misura quanta energia il materiale assorbe prima di rompersi.

Più energia assorbe, più il materiale è tenace.

Per capirla in modo semplice:

  • un materiale fragile si rompe di colpo;
  • un materiale tenace assorbe energia prima di rompersi.

Negli acciai altoresistenziali questa prova è importante perché una piastra può essere molto resistente ma, se non ha tenacità sufficiente, può rompersi in modo fragile in certe condizioni.

Specialmente al freddo.


6. Tabella indicativa delle prove d’urto

Le tabelle commerciali e tecniche riportano normalmente valori di energia Charpy a diverse temperature. Per gli acciai S690Q, S690QL e S690QL1, alcune schede riportano differenze crescenti di tenacità a bassa temperatura: Q, QL e QL1 hanno lo stesso livello di snervamento, ma requisiti d’urto più severi passando verso QL1.

Qualità Indicazione pratica
Q requisito base di resilienza
QL migliore comportamento a bassa temperatura
QL1 comportamento ancora più severo a temperatura più bassa
S690Q adatto dove non servono requisiti freddo molto severi
S690QL adatto a strutture più esposte o con tenacità richiesta
S690QL1 adatto quando capitolato, freddo o criticità richiedono massimo controllo

I valori precisi devono sempre essere presi dalla norma applicabile, dalla scheda del produttore e dal certificato del materiale.


7. Q, QL e QL1 non cambiano solo il nome

Un errore comune è pensare:

“Se è S690, tanto tiene uguale.”

No.

Dal punto di vista dello snervamento, S690Q, S690QL e S690QL1 stanno tutti nella stessa classe resistente.

Ma dal punto di vista della tenacità possono essere diversi.

Aspetto S690Q S690QL S690QL1
Snervamento circa 690 MPa circa 690 MPa circa 690 MPa
Stato temprato e rinvenuto temprato e rinvenuto temprato e rinvenuto
Resilienza base migliorata più severa
Costo più basso medio più alto
Reperibilità maggiore buona più specialistica
Uso in freddo da valutare più adatto più adatto a requisiti severi

La resistenza statica può essere simile, ma la sicurezza a bassa temperatura può cambiare.


8. Dove la differenza conta davvero

La differenza tra Q, QL e QL1 conta soprattutto quando ci sono:

  • basse temperature;
  • urti;
  • carichi dinamici;
  • fatica;
  • saldature importanti;
  • grandi spessori;
  • vincoli elevati;
  • strutture esterne;
  • rischio di rottura fragile;
  • prescrizioni di capitolato;
  • responsabilità elevata.

Esempi pratici:

  • ponti;
  • passerelle esterne;
  • gru;
  • macchine movimento terra;
  • macchine da cava;
  • attrezzature di sollevamento;
  • strutture in montagna;
  • impianti in zone fredde;
  • strutture offshore;
  • grandi piastre saldate.

In questi casi la tenacità non è un dettaglio.


9. Dove può bastare Q

La qualità Q può bastare quando:

  • la struttura non lavora a basse temperature severe;
  • il capitolato non richiede QL o QL1;
  • il rischio di urto fragile è basso;
  • l’ambiente è controllato;
  • lo spessore non è critico;
  • il progettista ha verificato il materiale;
  • il certificato è coerente con l’uso.

Esempio:

una piastra altoresistenziale usata in ambiente interno, con carichi controllati e senza basse temperature severe, può non richiedere QL1.

Ma la decisione non va presa a occhio: deve essere coerente con progetto e certificato.


10. Quando scegliere QL

La qualità QL è spesso una scelta più prudente e frequente nelle strutture esterne o impegnative.

Conviene valutarla quando:

  • la struttura lavora all’esterno;
  • ci sono basse temperature;
  • ci sono carichi dinamici;
  • ci sono saldature importanti;
  • il componente è critico;
  • si lavora con gru o macchine;
  • il capitolato lo richiede;
  • serve maggiore tenacità rispetto a Q.

Esempi:

  • bracci gru;
  • strutture mobili;
  • piastre portanti;
  • macchine agricole esposte;
  • macchine movimento terra;
  • ponti e passerelle;
  • carpenterie strutturali importanti.

11. Quando scegliere QL1

QL1 va scelto quando i requisiti sono ancora più severi.

È utile quando:

  • il clima è molto freddo;
  • il pezzo è esposto a urti;
  • il componente è critico;
  • la struttura è esterna e importante;
  • ci sono grandi spessori;
  • il rischio di rottura fragile deve essere ridotto al minimo;
  • il capitolato richiede esplicitamente QL1;
  • il progettista lo prescrive.

Esempi:

  • ponti in zone fredde;
  • strutture in alta montagna;
  • attrezzature esposte a forti urti;
  • grandi carpenterie saldate;
  • strutture offshore;
  • gru in condizioni severe;
  • componenti critici di macchine.

QL1 costa di più e può essere meno disponibile, ma può essere necessario.


12. Differenza rispetto alla saldatura

La saldatura è un punto delicato.

Q, QL e QL1 sono acciai temprati e rinvenuti. Quindi la saldatura deve sempre essere controllata.

Aspetto Importanza
WPS necessaria
WPQR necessaria nei lavori qualificati
Preriscaldo da calcolare
Apporto termico da controllare
Temperatura interpass da rispettare
Idrogeno da ridurre
Materiale d’apporto da scegliere bene
Resilienza del giunto da verificare
Controlli NDT spesso richiesti

Se si sceglie QL o QL1 per la tenacità del materiale base, bisogna stare attenti anche alla tenacità della saldatura e della zona termicamente alterata.

Non basta avere una piastra QL1 se poi il giunto saldato è fatto male.


13. Differenza rispetto allo spessore

Lo spessore conta molto.

Più aumenta lo spessore, più possono diventare importanti:

  • resilienza;
  • raffreddamento in saldatura;
  • preriscaldo;
  • vincolo;
  • rischio cricche;
  • controlli ultrasonori;
  • qualità interna;
  • direzione di prova.

Una piastra sottile e una piastra spessa dello stesso grado non sono la stessa cosa dal punto di vista pratico.

Per grandi spessori, la scelta tra Q, QL e QL1 diventa ancora più importante.


14. Differenza rispetto alla temperatura di esercizio

La temperatura di esercizio è uno dei motivi principali per scegliere QL o QL1.

Ambiente Scelta indicativa
interno riscaldato spesso Q può bastare, se il progetto lo consente
esterno in clima mite QL può essere prudente
esterno in clima freddo QL o QL1
alta montagna spesso QL1 da valutare
offshore spesso QL/QL1 secondo progetto
macchine esposte QL o QL1 secondo uso
componenti soggetti a urti QL/QL1 da valutare

Non bisogna guardare solo alla temperatura media. Bisogna guardare alla temperatura minima possibile, al tipo di carico e alla criticità del componente.


15. Differenza rispetto alla fatica

La fatica è il danneggiamento progressivo causato da carichi ripetuti.

Q, QL e QL1 non risolvono automaticamente la fatica.

La fatica dipende soprattutto da:

  • dettagli saldati;
  • fori;
  • intagli;
  • spigoli vivi;
  • cambi bruschi di sezione;
  • qualità del bordo;
  • qualità della saldatura;
  • tensioni residue;
  • trattamenti di finitura.

Però una migliore tenacità può essere importante quando una cricca si forma o quando il componente lavora in condizioni severe.

In altre parole:

QL e QL1 non sostituiscono la verifica a fatica, ma aiutano a evitare comportamenti fragili in condizioni più critiche.


16. Differenza rispetto al costo

In generale, passando da Q a QL e da QL a QL1:

  • aumentano i requisiti;
  • aumentano i controlli;
  • può aumentare il costo;
  • può diminuire la disponibilità;
  • possono allungarsi i tempi di fornitura.
Qualità Costo indicativo Disponibilità
Q più conveniente più facile
QL intermedio buona
QL1 più alto più specialistica

Non bisogna scegliere sempre QL1 per abitudine. Ma non bisogna nemmeno risparmiare scegliendo Q quando il progetto richiede QL o QL1.

La scelta deve essere tecnica.


17. Esempi pratici

Esempio 1: piastra interna non esposta al freddo

Può essere sufficiente una qualità Q, se il progetto e il certificato lo consentono.

Esempio 2: gru che lavora all’aperto

Spesso ha senso valutare QL, perché ci sono basse temperature, carichi dinamici e criticità del componente.

Esempio 3: ponte in zona fredda

QL o QL1 possono essere necessari secondo progetto, temperatura minima e capitolato.

Esempio 4: macchina movimento terra

Se lavora all’esterno, con urti e vibrazioni, QL può essere più coerente di Q.

Esempio 5: struttura in alta montagna

QL1 può essere da valutare seriamente.


18. Errori comuni

Gli errori più comuni sono:

  1. considerare Q, QL e QL1 equivalenti;
  2. guardare solo lo snervamento;
  3. scegliere Q per risparmiare quando serve QL;
  4. scegliere QL1 senza motivo tecnico;
  5. non controllare la temperatura di esercizio;
  6. non controllare il certificato;
  7. non verificare la resilienza;
  8. ignorare lo spessore;
  9. ignorare la saldatura;
  10. non verificare la tenacità del giunto;
  11. confondere qualità commerciale e qualità normativa;
  12. ordinare materiale senza indicare la qualità completa;
  13. scrivere S690 senza Q, QL o QL1;
  14. usare il materiale ricevuto senza confrontarlo col progetto.

19. Come scrivere correttamente il materiale

Meglio non scrivere:

S690

Troppo generico.

Meglio scrivere, per esempio:

S690QL secondo EN 10025-6, spessore 30 mm, certificato 3.1, resilienza secondo norma, eventuali controlli aggiuntivi da capitolato.

Oppure:

S960QL1 secondo EN 10025-6, certificato 3.2, prove d’urto richieste, controlli ultrasonori se previsti.

Più il componente è critico, più la prescrizione deve essere precisa.


20. Regola pratica

Una regola semplice può essere questa:

Q quando servono alta resistenza e requisiti ordinari.
QL quando servono alta resistenza e migliore tenacità a bassa temperatura.
QL1 quando servono alta resistenza e requisiti ancora più severi di tenacità.

Oppure, detta in modo ancora più pratico:

Q = forte.
QL = forte e più adatto al freddo.
QL1 = forte e adatto a condizioni ancora più severe.

Naturalmente questa è una semplificazione. La scelta reale deve seguire progetto, norma e certificato.


21. Conclusione

Le sigle Q, QL e QL1 non sono dettagli secondari.

Negli acciai altoresistenziali indicano differenze importanti nella tenacità e nella resilienza, soprattutto a bassa temperatura.

Un S690Q, un S690QL e un S690QL1 possono avere resistenza simile, ma non la stessa idoneità in condizioni fredde, dinamiche o critiche.

La scelta corretta dipende da:

  • temperatura di esercizio;
  • spessore;
  • saldature;
  • urti;
  • carichi dinamici;
  • fatica;
  • ambiente;
  • capitolato;
  • certificato;
  • responsabilità del componente.

La regola finale è semplice:

non basta scrivere S690 o S960. Bisogna scrivere la qualità completa: Q, QL o QL1.

Perché in carpenteria metallica una lettera può cambiare il comportamento reale della struttura.

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