Categorie
Acciai altoresistenziali: schede tecniche

Come leggere un certificato 3.1 per acciai altoresistenziali

Colata, snervamento, trazione, resilienza, chimica, CEV e tracciabilità

Nel lavoro con gli acciai altoresistenziali non basta dire:

“Ho comprato S690QL.”

Oppure:

“È S700MC.”

Oppure:

“È Strenx, Quend, DILLIMAX, XABO, alform.”

La vera domanda è:

il materiale consegnato è davvero quello richiesto dal progetto?

La risposta si trova nel certificato 3.1.

Il certificato 3.1 non è un foglio burocratico da archiviare senza leggerlo. È la carta d’identità tecnica del materiale.

Dentro ci sono dati fondamentali:

  • produttore;
  • cliente;
  • ordine;
  • norma;
  • grado;
  • spessore;
  • colata;
  • lotto;
  • composizione chimica;
  • prove meccaniche;
  • snervamento;
  • trazione;
  • allungamento;
  • resilienza;
  • eventuale carbonio equivalente;
  • stato di fornitura;
  • controlli;
  • firma del responsabile autorizzato.

Per gli acciai altoresistenziali, il certificato 3.1 è essenziale perché permette di collegare la lamiera reale al progetto, al taglio, alla saldatura, alla piega e al montaggio.


1. Che cos’è un certificato 3.1

Il certificato 3.1 è un documento di controllo secondo EN 10204.

Serve a dichiarare che il prodotto fornito è conforme all’ordine e riporta risultati di prove specifiche sul materiale o sul lotto fornito. In un certificato 3.1 i risultati di prova sono specifici per la fornitura e il documento è validato da un rappresentante autorizzato del produttore indipendente dal reparto produzione.

In parole semplici:

il certificato 3.1 dice che quel materiale, di quella colata o lotto, ha quelle caratteristiche misurate e dichiarate.

Non è un depliant commerciale.

Non è una scheda generica.

Non è una promessa.

È il documento tecnico della fornitura.


2. Differenza tra scheda tecnica e certificato 3.1

Questa distinzione è fondamentale.

Documento Cosa indica
Scheda tecnica proprietà tipiche o garantite del prodotto commerciale
Norma requisiti minimi del grado
Certificato 3.1 risultati reali della fornitura
Disegno di progetto materiale richiesto per il pezzo
WPS come saldare quel materiale
Registro tracciabilità dove è finito quel materiale

La scheda tecnica dice cosa può essere un materiale.

Il certificato 3.1 dice cosa è quel materiale consegnato.

Esempio:

una scheda commerciale può dire che Quend 960 ha certe proprietà tipiche.

Il certificato 3.1 della lamiera consegnata dice invece:

  • colata;
  • spessore;
  • analisi chimica reale;
  • snervamento reale;
  • trazione reale;
  • allungamento reale;
  • prove d’urto reali;
  • eventuali controlli reali.

Per costruire serve il certificato.


3. Perché è ancora più importante sugli altoresistenziali

Sugli acciai ordinari leggere il certificato è importante.

Sugli acciai altoresistenziali è fondamentale.

Perché questi materiali sono più sensibili a:

  • saldatura;
  • piega;
  • fatica;
  • apporto termico;
  • preriscaldo;
  • resilienza;
  • spessore;
  • carbonio equivalente;
  • tracciabilità;
  • qualità Q, QL, QL1;
  • formato commerciale;
  • rischio di scambio materiale.

Un S690QL può sembrare visivamente uguale a un S355.

Un S700MC può sembrare uguale a un S500MC.

Un S960QL può sembrare uguale a un S690QL.

Ma in officina si comportano in modo diverso.

Senza certificato e tracciabilità, si perde il controllo.


4. Le prime cose da controllare

Quando arriva un certificato 3.1, non bisogna partire subito dai numeri meccanici.

Prima bisogna controllare l’identità del documento.

Voce Domanda da fare
Produttore chi ha prodotto il materiale?
Cliente / ordine è il nostro ordine?
Numero certificato è identificabile?
Data è coerente con la fornitura?
Norma è quella richiesta?
Grado è il grado corretto?
Spessore è lo spessore consegnato?
Colata è riportata?
Lotto / pezzo è rintracciabile?
Firma / validazione è presente?

Se già queste voci non tornano, bisogna fermarsi.

Un certificato corretto ma riferito a un altro lotto non serve.

Un certificato senza collegamento al pezzo reale non dà tracciabilità.


5. Norma e grado del materiale

La norma e il grado sono le prime informazioni tecniche da leggere.

Esempi:

  • EN 10025-6 S690QL;
  • EN 10025-6 S960QL;
  • EN 10149-2 S700MC;
  • EN 10025-4 S460M;
  • prodotto commerciale conforme a S690QL;
  • prodotto commerciale secondo scheda produttore.
Sigla Cosa controllare
S690QL EN 10025-6, qualità QL
S960QL EN 10025-6, qualità QL
S700MC EN 10149-2, acciaio da formatura a freddo
S460M EN 10025-4, termomeccanico strutturale
Strenx / Quend / XABO prodotto commerciale + norma/qualità collegata
DILLIMAX / alform prodotto commerciale + dati certificati

Gli acciai altoresistenziali temprati e rinvenuti tipo S690QL e S960QL rientrano nella logica della EN 10025-6, che riguarda prodotti piani di acciai strutturali ad alto snervamento forniti in condizione temprata e rinvenuta.

Gli acciai MC come S700MC rientrano invece nella EN 10149-2, dedicata ai prodotti piani laminati a caldo ad alto snervamento per formatura a freddo in condizione termomeccanica.

Quindi, se sul progetto c’è S700MC e sul certificato c’è S690QL, non è “quasi uguale”. È un altro materiale.


6. Spessore e formato

Lo stesso grado può avere proprietà diverse secondo lo spessore.

Bisogna controllare:

  • spessore nominale;
  • larghezza;
  • lunghezza;
  • numero pezzi;
  • formato;
  • lamiera;
  • piastra;
  • coil;
  • nastri;
  • cut-to-length;
  • eventuali tolleranze.
Materiale Formato tipico
S700MC coil, lamiera da coil, cut-to-length
S690QL piastra, lamiera quarto
S960QL piastra, lamiera altoresistenziale
Strenx 960 dipende dalla variante
Quend 960 piastra / lamiera
alform coil, lamiera o piastra secondo gamma

Il formato conta perché cambia il modo di lavorare il materiale.

Un acciaio da coil e un acciaio da piastra non sono automaticamente equivalenti, anche se il numero di snervamento sembra vicino.


7. Colata: il numero più importante per la tracciabilità

La colata è uno dei dati più importanti del certificato.

Indica la produzione metallurgica da cui deriva quel materiale.

In inglese si trova spesso come:

  • heat number;
  • cast number;
  • melt number.

In italiano:

  • numero di colata;
  • colata;
  • fusione.

La colata serve a collegare:

  • certificato;
  • lamiera ricevuta;
  • pezzo tagliato;
  • componente saldato;
  • struttura montata;
  • eventuali controlli futuri.

La regola pratica:

se perdo il numero di colata, perdo la memoria del materiale.


8. Lotto, lamiera e pezzo

Oltre alla colata possono esserci:

  • numero lotto;
  • numero lamiera;
  • numero coil;
  • numero piastra;
  • posizione del provino;
  • numero fascio;
  • numero pacco;
  • numero colli.

Questi dati servono per collegare il certificato al materiale reale.

In officina bisogna riportare questi dati su:

  • foglio di taglio;
  • nesting;
  • etichette;
  • marcatura pezzi;
  • disegni;
  • registro produzione;
  • distinta;
  • documenti di montaggio.

Per materiali altoresistenziali, non basta tenere il certificato in ufficio se poi i pezzi vengono tagliati e mischiati senza marcatura.


9. Analisi chimica

Il certificato riporta la composizione chimica.

Di solito sono presenti elementi come:

  • C, carbonio;
  • Mn, manganese;
  • Si, silicio;
  • P, fosforo;
  • S, zolfo;
  • Cr, cromo;
  • Ni, nichel;
  • Mo, molibdeno;
  • V, vanadio;
  • Nb, niobio;
  • Ti, titanio;
  • B, boro;
  • Al, alluminio;
  • Cu, rame.

Non serve che ogni carpentiere faccia il metallurgista.

Ma bisogna capire perché questi dati contano.

La composizione chimica influenza:

  • saldabilità;
  • durezza;
  • resilienza;
  • piegabilità;
  • zincabilità;
  • resistenza;
  • comportamento in ZTA;
  • carbonio equivalente.

10. Carbonio e saldabilità

Il carbonio è uno degli elementi più importanti.

In generale, aumentando il carbonio può aumentare la resistenza, ma può peggiorare la saldabilità.

Negli acciai altoresistenziali moderni si cerca spesso di ottenere alta resistenza con microleganti e processi controllati, mantenendo il carbonio relativamente contenuto.

Però bisogna sempre guardare il certificato.

Carbonio Effetto indicativo
basso migliore saldabilità
più alto maggiore attenzione a cricche e durezza
combinato con altri elementi influenza CEV/CET
non letto rischio di WPS non coerente

La WPS deve essere coerente con la chimica reale del materiale.


11. Carbonio equivalente: CEV e CET

Il certificato può riportare il CEV, cioè carbonio equivalente, oppure il CET.

Sono indici che aiutano a valutare la saldabilità e il rischio di criccatura a freddo.

In modo pratico:

  • più il carbonio equivalente è alto;
  • più aumenta l’attenzione necessaria per saldatura;
  • più possono servire preriscaldo, controllo idrogeno e procedure rigorose.

Nella EN 10025-6 sono previsti limiti di carbonio equivalente per gli acciai temprati e rinvenuti in funzione del grado e dello spessore.

Il CEV non è un numero decorativo.

Serve a progettare la saldatura.


12. Snervamento

Lo snervamento è uno dei dati più letti.

Può essere indicato come:

  • ReH;
  • Rp0,2;
  • yield strength;
  • proof strength;
  • limite di snervamento.

Per gli acciai altoresistenziali spesso si legge Rp0,2, perché il materiale non sempre ha uno snervamento netto.

Esempio:

  • S690QL deve avere uno snervamento minimo nella classe 690 MPa;
  • S700MC nella classe 700 MPa;
  • S960QL nella classe 960 MPa.

Sul certificato bisogna controllare:

  • valore misurato;
  • valore minimo richiesto;
  • spessore a cui si riferisce;
  • direzione del provino;
  • norma applicata.
Voce Cosa fare
Valore reale leggerlo
Minimo richiesto confrontarlo con norma/progetto
Direzione prova controllare se longitudinale o trasversale
Spessore verificare se coerente
Esito conforme o no

Se lo snervamento reale è sotto il minimo richiesto, il materiale non è conforme.


13. Resistenza a trazione

La resistenza a trazione può essere indicata come:

  • Rm;
  • tensile strength;
  • ultimate tensile strength.

È il valore massimo raggiunto nella prova di trazione prima della rottura.

Bisogna controllare che sia nel campo previsto.

Un valore troppo basso è un problema.

Ma anche un valore troppo alto può essere da osservare, perché può indicare materiale molto duro o meno duttile, secondo il caso.

Dato Significato
Rp0,2 / ReH snervamento
Rm resistenza a trazione
A% allungamento
Rp/Rm rapporto snervamento/trazione
Direzione prova influenza lettura

Per gli altoresistenziali non basta “tiene tanto”. Serve anche duttilità.


14. Allungamento

L’allungamento indica quanto il materiale si deforma prima di rompersi.

Può essere indicato come:

  • A%;
  • A5;
  • elongation.

È un dato importante perché un materiale molto resistente ma poco duttile può essere più delicato.

Bisogna controllare:

  • valore minimo richiesto;
  • valore misurato;
  • lunghezza del provino;
  • norma di prova;
  • direzione.
Allungamento Lettura pratica
conforme materiale con duttilità minima richiesta
basso possibile criticità
molto basso attenzione a piega, urti, deformazioni
non riportato verificare se doveva esserci

Per piegatura, formatura e sicurezza strutturale, l’allungamento conta molto.


15. Resilienza Charpy

La resilienza è fondamentale negli acciai Q, QL e QL1.

Sul certificato può comparire come:

  • KV;
  • Charpy V;
  • impact energy;
  • Joule;
  • prova a 0 °C, -20 °C, -40 °C, -60 °C.

La prova Charpy misura quanta energia assorbe un provino intagliato prima di rompersi.

Per gli acciai altoresistenziali è importantissima perché aiuta a valutare il comportamento fragile, soprattutto a bassa temperatura.

Qualità Concetto pratico
Q requisito base
QL migliore resilienza a bassa temperatura
QL1 requisito ancora più severo
MC resilienza secondo norma/produttore
prodotto commerciale verificare valore reale sul certificato

Se il progetto richiede S690QL, bisogna controllare che il certificato riporti le prove d’urto coerenti con QL.

Se richiede QL1, il certificato deve dimostrarlo.


16. Temperatura della prova d’urto

Non basta leggere “27 J”.

Bisogna leggere a quale temperatura.

Esempio:

  • 27 J a 0 °C;
  • 27 J a -20 °C;
  • 27 J a -40 °C;
  • 27 J a -60 °C.

Sono cose diverse.

Dato Significato
27 J a 0 °C requisito meno severo
27 J a -20 °C più severo
27 J a -40 °C ancora più severo
27 J a -60 °C molto severo
temperatura non indicata dato incompleto o da chiarire

Per strutture esterne, gru, ponti, ambienti freddi e grandi spessori, la temperatura della prova è molto importante.


17. Direzione del provino

Le prove meccaniche possono essere eseguite in direzione:

  • longitudinale;
  • trasversale.

La direzione può influire sui risultati.

Sul certificato bisogna controllare se la direzione è coerente con la norma, il capitolato e il progetto.

Esempi di indicazione:

  • L;
  • T;
  • longitudinal;
  • transverse.

Per alcuni materiali commerciali o specifiche, la direzione della prova può essere importante per piega, fatica e prestazioni.

Non bisogna ignorarla.


18. Stato di fornitura

Il certificato deve indicare lo stato di fornitura.

Esempi:

  • normalized;
  • normalized rolled;
  • thermomechanically rolled;
  • quenched and tempered;
  • as rolled;
  • cold rolled;
  • hot rolled.

Per gli altoresistenziali è decisivo.

Stato Esempio
Termomeccanico S700MC, S460M, alform
Temprato e rinvenuto S690QL, S890QL, S960QL
Laminato a caldo prodotti piani generici
Laminato a freddo alcune varianti sottili

Se compro S700MC, mi aspetto un termomeccanico da formatura secondo EN 10149-2.

Se compro S690QL, mi aspetto un temprato e rinvenuto secondo EN 10025-6.

Se lo stato non torna, bisogna chiarire.


19. Controlli ultrasonori

Per piastre importanti può essere richiesto il controllo ultrasonoro.

Il certificato può riportare:

  • UT;
  • ultrasonic test;
  • EN 10160;
  • classe di qualità;
  • esito conforme.

Il controllo ultrasonoro serve a individuare difetti interni come discontinuità o laminazioni.

Può essere importante per:

  • piastre spesse;
  • elementi saldati importanti;
  • componenti di gru;
  • piastre soggette a trazione nello spessore;
  • nodi critici;
  • pezzi lavorati.

Se il progetto richiede UT e il certificato non lo riporta, manca un dato.


20. Prove Z o proprietà nello spessore

In alcuni casi può essere richiesta una qualità con proprietà nello spessore, spesso indicata con:

  • Z15;
  • Z25;
  • Z35;
  • EN 10164.

Serve quando ci sono sollecitazioni nello spessore, per esempio per rischio di strappo lamellare.

È importante in:

  • piastre spesse;
  • giunti saldati con forti tensioni attraverso lo spessore;
  • nodi pesanti;
  • saldature a T importanti;
  • carpenterie fortemente vincolate.

Se il progetto richiede Z35, il certificato deve dimostrarlo.

Non basta avere S690QL.


21. Durezza

Il certificato può riportare anche valori di durezza, soprattutto per certi prodotti commerciali o requisiti particolari.

La durezza può essere indicata come:

  • HB;
  • HV;
  • HRC.

Per gli acciai strutturali altoresistenziali non sempre è il dato principale, ma può essere utile.

Serve a valutare:

  • lavorabilità;
  • taglio;
  • rischio cricche;
  • stato del materiale;
  • eventuali controlli dopo saldatura;
  • coerenza con scheda produttore.

Non va confusa con lo snervamento.

Un materiale duro non è automaticamente adatto al progetto.


22. Tolleranze dimensionali

Il certificato o i documenti collegati possono riportare tolleranze.

Per l’officina contano:

  • spessore reale;
  • larghezza;
  • lunghezza;
  • planarità;
  • tolleranza su spessore;
  • superficie;
  • eventuali norme EN 10029 o altre;
  • classe di tolleranza.

Per piega e montaggio, pochi decimi possono contare.

Per piastre altoresistenziali tagliate e saldate, lo spessore reale influisce su:

  • peso;
  • saldatura;
  • cianfrino;
  • calcolo;
  • foratura;
  • bulloni;
  • piega;
  • accoppiamenti.

23. Superficie e primer

Il certificato o la documentazione di fornitura può indicare:

  • superficie grezza;
  • sabbiata;
  • primerizzata;
  • oliata;
  • pickled;
  • shot blasted;
  • painted;
  • classe superficie.

Questo dato è importante per:

  • taglio laser;
  • saldatura;
  • verniciatura;
  • zincatura;
  • stoccaggio;
  • corrosione temporanea.

Un primer di trasporto non è automaticamente un ciclo anticorrosivo definitivo.

Prima di saldare bisogna sapere se il primer è saldabile o se va rimosso.


24. Controllo della conformità

Leggere il certificato significa confrontare tre cose:

  1. Progetto
  2. Ordine
  3. Certificato

La domanda è:

il materiale consegnato corrisponde a ciò che era richiesto?

Controllo Esito
Norma corretta sì/no
Grado corretto sì/no
Qualità Q/QL/QL1 corretta sì/no
Spessore corretto sì/no
Colata tracciabile sì/no
Chimica conforme sì/no
Meccaniche conformi sì/no
Resilienza conforme sì/no
Controlli richiesti presenti sì/no
Certificato firmato sì/no

Se una voce non torna, non bisogna “andare avanti lo stesso”.

Bisogna chiarire con fornitore, progettista o responsabile qualità.


25. Certificato 3.1 e saldatura

Il certificato serve anche per la saldatura.

Dalla lettura del certificato si ricavano dati utili per:

  • WPS;
  • WPQR;
  • preriscaldo;
  • interpass;
  • apporto termico;
  • scelta consumabili;
  • rischio idrogeno;
  • controlli;
  • eventuale durezza.

In particolare contano:

  • grado;
  • spessore;
  • CEV/CET;
  • stato di fornitura;
  • resilienza;
  • resistenza reale;
  • composizione chimica.

Una WPS fatta su dati generici può non essere adatta alla fornitura reale.


26. Certificato 3.1 e piegatura

Il certificato serve anche per la piegatura.

Bisogna controllare:

  • grado;
  • spessore;
  • allungamento;
  • stato di fornitura;
  • direzione di prova;
  • eventuali indicazioni del produttore;
  • corrispondenza con scheda tecnica;
  • variante commerciale.

Per piegare materiali come S700MC, S690QL, Strenx o Quend, non basta leggere il certificato: serve anche la scheda tecnica.

Ma il certificato conferma che il materiale è quello previsto.


27. Certificato 3.1 e marcatura CE

Per lavori strutturali, il certificato entra nella documentazione di controllo e tracciabilità.

Serve a dimostrare che il materiale utilizzato è coerente con:

  • progetto;
  • ordine;
  • norma;
  • dichiarazioni;
  • controlli di produzione;
  • fascicolo tecnico;
  • marcatura CE quando applicabile;
  • documentazione di cantiere.

Non va perso.

Non va separato dai pezzi.

Non va sostituito da una semplice fattura.


28. Come conservare la tracciabilità in officina

Metodo pratico:

  1. Arriva la lamiera con certificato.
  2. Si controlla certificato e marcatura.
  3. Si assegna un codice interno.
  4. Si collega il codice a colata e certificato.
  5. Si taglia la lamiera.
  6. Ogni pezzo mantiene codice o riferimento.
  7. Il codice va in distinta.
  8. La distinta va nel fascicolo lavoro.
  9. Le saldature e i controlli si collegano ai pezzi.
  10. Il montaggio mantiene il riferimento.

Questo può sembrare pesante, ma per acciai altoresistenziali è la base della qualità.


29. Esempio pratico: S690QL

Sul progetto è richiesto:

S690QL EN 10025-6, spessore 25 mm, certificato 3.1.

Sul certificato bisogna controllare:

  • EN 10025-6;
  • S690QL;
  • spessore 25 mm;
  • colata;
  • Rp0,2 almeno conforme;
  • Rm conforme;
  • A% conforme;
  • Charpy a temperatura corretta;
  • analisi chimica;
  • CEV;
  • stato temprato e rinvenuto;
  • eventuali UT se richiesti;
  • firma del rappresentante autorizzato.

Se il certificato riporta S690Q invece di S690QL, non è lo stesso.

Se manca la prova d’urto richiesta, bisogna chiarire.


30. Esempio pratico: S700MC

Sul progetto è richiesto:

S700MC EN 10149-2, spessore 6 mm, certificato 3.1.

Sul certificato bisogna controllare:

  • EN 10149-2;
  • S700MC;
  • spessore 6 mm;
  • colata o coil;
  • Rp0,2/ReH conforme;
  • Rm conforme;
  • A% conforme;
  • stato termomeccanico;
  • chimica;
  • eventuale resilienza se richiesta;
  • marcatura del coil o lamiera;
  • corrispondenza con pezzi tagliati.

Se sul certificato c’è S690QL, non è una sostituzione automatica.

S700MC è un acciaio da formatura a freddo. S690QL è un acciaio bonificato da piastra.


31. Esempio pratico: prodotto commerciale

Sul progetto o sull’ordine c’è:

Strenx 960 Plus, oppure Quend 960, oppure DILLIMAX 965.

Sul certificato bisogna controllare:

  • nome commerciale completo;
  • eventuale norma collegata;
  • grado equivalente o conforme;
  • spessore;
  • colata;
  • valori meccanici;
  • resilienza;
  • chimica;
  • CEV;
  • stato di fornitura;
  • eventuali requisiti supplementari.

Non basta che il fornitore dica “è un 960”.

Serve capire quale 960.


32. Errori comuni nella lettura del certificato

Gli errori più comuni sono:

  1. non leggere il certificato;
  2. archiviarlo senza collegarlo ai pezzi;
  3. guardare solo lo snervamento;
  4. ignorare la norma;
  5. ignorare Q, QL, QL1;
  6. ignorare lo spessore;
  7. ignorare la colata;
  8. non controllare la resilienza;
  9. non controllare la temperatura Charpy;
  10. non controllare CEV/CET;
  11. confondere scheda tecnica e certificato;
  12. accettare un materiale commerciale senza variante;
  13. perdere la tracciabilità dopo il taglio;
  14. mischiare pezzi simili;
  15. usare certificati riferiti a un altro lotto;
  16. non verificare i controlli richiesti;
  17. non confrontare certificato e progetto.

33. Checklist rapida per leggere un 3.1

Quando arriva un certificato 3.1 per acciaio altoresistenziale, controllare:

  • produttore;
  • numero certificato;
  • riferimento ordine;
  • norma;
  • grado;
  • qualità;
  • nome commerciale, se presente;
  • spessore;
  • formato;
  • numero colata;
  • lotto / coil / lamiera;
  • analisi chimica;
  • CEV o CET;
  • snervamento;
  • trazione;
  • allungamento;
  • resilienza Charpy;
  • temperatura prova Charpy;
  • direzione prova;
  • stato di fornitura;
  • controlli UT se richiesti;
  • qualità Z se richiesta;
  • tolleranze;
  • superficie;
  • firma / validazione;
  • collegamento fisico al materiale ricevuto.

Questa checklist dovrebbe stare in ogni ufficio tecnico e in ogni officina che lavora altoresistenziali.


34. Regola pratica per l’officina

Una regola semplice:

il certificato 3.1 non va solo conservato. Va letto, controllato e collegato ai pezzi.

Se non è collegato ai pezzi, serve poco.

Se non viene letto, serve poco.

Se non viene confrontato col progetto, serve poco.

La tracciabilità è utile solo se resta viva fino al montaggio.


35. Conclusione

Il certificato 3.1 è uno dei documenti più importanti nel lavoro con gli acciai altoresistenziali.

Non è burocrazia.

È la prova tecnica che il materiale consegnato corrisponde a ciò che è stato ordinato e richiesto dal progetto.

Per materiali come S690QL, S700MC, S890QL, S960QL, Strenx, Quend, DILLIMAX, XABO, alform e Amstrong, leggere il certificato è essenziale per evitare errori di materiale, saldatura, piega, fatica, resilienza e tracciabilità.

Bisogna controllare:

  • norma;
  • grado;
  • spessore;
  • colata;
  • chimica;
  • CEV;
  • snervamento;
  • trazione;
  • allungamento;
  • resilienza;
  • stato di fornitura;
  • controlli;
  • firma;
  • collegamento reale ai pezzi.

La regola finale è semplice:

un acciaio altoresistenziale senza certificato letto e tracciato non è un materiale controllato. È solo una lamiera di cui ci si fida a parole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *