Stabilità dei Dehors post-Covid: il decreto Salva Casa porta chiarezza?
Il Decreto Salva Casa, emanato con l'obiettivo di regolare le strutture amovibili erette durante la pandemia, non menziona esplicitamente i dehors, ma solleva interrogativi importanti...
Il Decreto Salva Casa, emanato con l’obiettivo di regolare le strutture amovibili erette durante la pandemia, non menziona esplicitamente i dehors, ma solleva interrogativi importanti sulla loro permanenza.
Stabilità dei Dehors, strutture amovibili: un legame da chiarire
La normativa introdotta dal Decreto Salva Casa (DL 69/2024) si prefigge di mantenere in essere le strutture amovibili create durante l’epoca Covid per scopi sanitari, assistenziali ed educativi. Tuttavia, il decreto non fa esplicito riferimento ai dehors, che sono stati ampiamente adottati durante la pandemia grazie al Decreto Rilancio del 2020 per facilitare il distanziamento sociale nei locali pubblici senza la necessità di autorizzazioni.
Secondo un’interpretazione estensiva della legge, i dehors potrebbero essere considerati strutture amovibili che continuano a svolgere una funzione sanitaria, facilitando il distanziamento sociale. D’altro canto, una lettura restrittiva potrebbe limitare l’applicazione della norma solo alle strutture direttamente associate a scuole, ospedali e centri assistenziali.
Necessità di chiarimenti normativi
La mancanza di chiarezza normativa ha generato dubbi tra gli operatori del settore. Sarebbe opportuno un chiarimento ufficiale, che potrebbe arrivare sotto forma di una norma interpretativa durante la fase di conversione in legge del Decreto Salva Casa.
Questo chiarimento sarebbe cruciale per definire se i dehors possano beneficiare delle stesse deroghe previste per altre strutture amovibili.
Regole per il mantenimento delle strutture amovibili
Indipendentemente dall’inclusione dei dehors, le strutture amovibili possono essere mantenute in deroga alle disposizioni dell’articolo 6, comma 1, lettera e-bis) del Testo Unico dell’Edilizia, che stabilisce un termine massimo di 180 giorni per la permanenza di strutture stagionali e temporanee.
Tuttavia, queste strutture devono comunque conformarsi alle normative urbanistiche comunali e alle leggi di settore, incluse le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di efficienza energetica e di protezione dal rischio idrogeologico, oltre a rispettare le disposizioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
In assenza di tali requisiti, i Comuni hanno l’autorità di richiedere la rimozione immediata delle strutture.
Procedura per il mantenimento
Per mantenere una struttura amovibile eretta durante la pandemia, è necessario presentare una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), indicando l’epoca di realizzazione e le esigenze che giustificano la necessità continuativa della struttura.
La documentazione deve dimostrare lo stato legittimo dell’immobile e, se l’epoca di realizzazione non può essere dimostrata, il tecnico incaricato può certificare la data sotto la propria responsabilità, consapevole delle sanzioni penali previste per dichiarazioni mendaci.
Prospettive
Il Decreto Salva Casa offre un quadro normativo per le strutture amovibili post-pandemia, ma lascia in sospeso la questione dei dehors. Un chiarimento legislativo è essenziale per stabilire se queste strutture potranno continuare a operare senza interruzioni, offrendo stabilità agli operatori del settore della ristorazione e garantendo un utilizzo sicuro e regolamentato dello spazio pubblico. I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere l’orientamento normativo e il futuro dei dehors nel contesto urbano post-Covid.
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