“Lo stralcio 2012: la pioggia di cartelle per Comuni e Enti territoriali”
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Su Comuni e Enti territoriali pioggia di cartelle per lo stralcio 2012
di MARCO ROSSI (dal Corriere della Sera)
«E chi se lo ricordava?». Questa frase deve essere stata pronunciata in molti uffici pubblici in questi giorni, mentre ricevevano lettere inaspettate. Il mittente è l’Agenzia delle Entrate Riscossione, e l’oggetto è una richiesta di pagamento dei costi legati allo smaltimento dei vecchi crediti non incassati. Non si tratta dell’attuale operazione in corso, ma di un vecchio stralcio dei crediti fino a 2mila euro deciso nel 2012 e attuato nel 2015.
Per affrontare questa sorpresa, funzionari e dirigenti degli enti coinvolti si sono ritrovati a scavare nel passato fiscale. Hanno così riportato alla luce norme vecchie di 13 anni, che hanno cancellato tutti i crediti fino a 2mila euro nati fino al 1999 e mai incassati.
Gli enti sono stati chiamati a versare in venti rate annuali, senza interessi, somme molto basse e facilmente dimenticabili. Il dossier è rimasto inattivo fino al 2015, ma l’avvicinarsi del termine decennale ha risvegliato la memoria.
I destinatari hanno tempo fino al 30 giugno per versare almeno le prime dieci rate. Il tasso di risposta degli enti è incerto, ma le somme in gioco non sono elevate. Resta da capire se preferiranno versare tutto subito per evitare future sorprese.
Il rapporto tra costi amministrativi e benefici per il bilancio pubblico è nullo, poiché si tratta di movimenti interni alla Pubblica Amministrazione. Questo episodio potrebbe portare a una riflessione sulle spese sostenute per tentativi di incasso non andati a buon fine.
Articolo completo pubblicato su Corriere della Sera del 28 maggio 2025 (In collaborazione con Mimesi s.r.l)
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Un’impresa cinese, che importa escavatori elettrici nel Regno Unito, ha sollevato preoccupazioni riguardo ai dazi che il governo britannico sta pianificando di imporre su queste macchine. Secondo l’impresa, questi dazi avranno un impatto significativo sui contribuenti britannici, costando loro milioni di sterline.
L’impresa cinese sostiene che l’eliminazione dei dazi sulle ruspe elettriche favorirebbe non solo l’ambiente, grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti, ma anche l’economia britannica, incoraggiando l’adozione di tecnologie più sostenibili nel settore delle costruzioni.

Questa richiesta dell’impresa cinese evidenzia l’importanza di considerare gli impatti economici e ambientali delle politiche tariffarie, e solleva il dibattito sull’opportunità di favorire la transizione verso macchinari più ecologici e efficienti.
Per ulteriori dettagli, si può consultare l’articolo completo su The Construction Index.
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