Il 4 novembre 2020, gli Stati Uniti hanno ufficialmente abbandonato l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, un accordo internazionale adottato nel 2015 con l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Questa decisione è stata presa dall’amministrazione Trump nel 2017, ma è diventata effettiva solo dopo un periodo di attesa di tre anni.
L’abbandono dell’Accordo di Parigi da parte degli Stati Uniti rappresenta un duro colpo per la cooperazione multilaterale nel campo ambientale, considerando che gli Stati Uniti sono uno dei maggiori emettitori di gas serra a livello globale. Questa mossa ha sollevato preoccupazioni tra gli altri Paesi firmatari dell’accordo, che temono che senza il contributo degli Stati Uniti diventi più difficile raggiungere gli obiettivi stabiliti per contrastare il cambiamento climatico.

Nonostante l’abbandono dell’Accordo di Parigi da parte degli Stati Uniti, il presidente eletto Joe Biden ha promesso di riportare il Paese all’interno dell’accordo non appena assumerà la carica. Biden ha anche annunciato piani ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra degli Stati Uniti e per promuovere fonti di energia pulita e sostenibile.
L’abbandono dell’Accordo di Parigi da parte degli Stati Uniti ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, con molti Paesi che esprimono delusione e preoccupazione per questa decisione. Tuttavia, la comunità internazionale si è impegnata a continuare a lavorare insieme per contrastare il cambiamento climatico, nonostante gli ostacoli rappresentati dall’uscita degli Stati Uniti dall’accordo.