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Simboli delle saldature: quando la norma diventa difficile per chi deve lavorare

9 Giugno 2026 · News

Critica pratica alla convivenza tra Sistema A, Sistema B e software nei simboli di saldatura: perché per operai e saldatori la lettura dei disegni diventa

Nel disegno tecnico tutto dovrebbe servire a una cosa molto semplice: far capire bene cosa bisogna costruire.

Questo vale ancora di più per le saldature. Una saldatura sbagliata non è solo una riga messa male su un disegno. Può voler dire un pezzo da rifare, un giunto eseguito dal lato sbagliato, un controllo non superato, una perdita di tempo in officina o in cantiere.

Eppure, quando si entra nel mondo dei simboli delle saldature, ci si accorge subito di una cosa: per chi non è progettista, non è sempre facile capire.

Due sistemi nella stessa norma

La EN ISO 2553:2019 riconosce due sistemi di rappresentazione dei simboli di saldatura: il Sistema A e il Sistema B. La norma definisce le regole per rappresentare simbolicamente i giunti saldati sui disegni tecnici e può includere informazioni su geometria, fabbricazione, qualità e controlli delle saldature.

Il problema pratico è che il Sistema A e il Sistema B non si leggono nello stesso modo.

Nel Sistema A si usano due linee: una continua e una tratteggiata. La linea continua riguarda il lato freccia, mentre la tratteggiata riguarda il lato opposto.

Nel Sistema B invece si usa una sola linea di riferimento. In questo caso il simbolo sotto la linea indica il lato freccia, mentre il simbolo sopra la linea indica il lato opposto.

A livello normativo questa convivenza nasce dal tentativo di tenere insieme approcci diversi usati nel mercato globale. La stessa ISO riconosce che esistono due modi diversi per indicare “arrow side” e “other side”, cioè lato freccia e lato opposto.

Dal punto di vista teorico è comprensibile.

Dal punto di vista di chi lavora, però, diventa un problema.

Simboli saldature EN ISO 2553: Sistema A e Sistema B

Il disegno lo fa l’ufficio tecnico, ma lo legge l’operaio

Un ingegnere, un disegnatore o un tecnico specializzato possono studiare la norma, confrontare i sistemi, leggere le note, verificare il metodo adottato.

Un operaio, un saldatore o un carpentiere spesso devono fare un’altra cosa: guardare il disegno e lavorare.

Questo non significa che il saldatore non debba conoscere i simboli. Anzi, deve conoscerli bene. Ma bisogna essere onesti: chi salda tutto il giorno non può essere trattato come se fosse anche progettista, normatore, disegnatore CAD e interprete di ogni convenzione grafica internazionale.

Il mestiere del saldatore è già difficile. Richiede mano, occhio, esperienza, preparazione dei pezzi, controllo delle deformazioni, conoscenza dei materiali, sicurezza, posizione, corrente, procedimento, pulizia, sequenza, attenzione.

Se a tutto questo aggiungiamo simboli poco spiegati, sistemi diversi e disegni prodotti con abitudini differenti, il rischio di confusione aumenta.

I software complicano ancora di più la situazione

A complicare le cose ci sono anche i software.

Molti programmi CAD e di disegno tecnico gestiscono i simboli di saldatura con impostazioni proprie, librerie proprie, versioni normative diverse, preset interni, simboli personalizzati o adattamenti non sempre chiari per chi guarda il disegno finale.

In alcuni casi il disegno arriva in officina già “tradotto” dal software, ma non sempre chi lo legge sa quale standard è stato usato davvero.

Può capitare che un disegno sembri ISO, ma sia impostato con logiche diverse. Può capitare che il simbolo sia formalmente corretto, ma graficamente poco chiaro. Può capitare che in azienda si usi una convenzione abituale che non viene spiegata a chi arriva nuovo.

La norma dovrebbe mettere ordine. Il software dovrebbe aiutare. Ma nella pratica, se non c’è attenzione, possono nascere altri livelli di interpretazione.

Non è colpa dell’operaio se fatica a capirci qualcosa

Qui bisogna dire una cosa chiara.

Se un operaio fatica a capire certi simboli, non significa che sia incapace.

Molto spesso significa che il sistema è stato spiegato male.

Chi lavora in officina non deve vergognarsi di chiedere chiarimenti. E chi progetta non dovrebbe mai dare per scontato che un simbolo, solo perché normativamente corretto, sia anche immediatamente comprensibile.

Un disegno tecnico non è fatto per dimostrare cultura normativa. È fatto per costruire un pezzo vero.

Se il pezzo viene saldato dal lato sbagliato, non basta dire: “era scritto nel simbolo”. Bisogna anche chiedersi se quel simbolo era stato messo in modo chiaro, coerente e leggibile.

Il nostro intento: non mettere ordine nella norma, ma spiegare quello che c’è

Noi non abbiamo la pretesa di riscrivere la normativa.

Non vogliamo “semplificare” la norma al punto da renderla falsa. Non vogliamo nemmeno sostituirci ai testi ufficiali, ai tecnici abilitati, alle WPS o ai disegni esecutivi.

Il nostro intento è più pratico: spiegare quello che esiste con parole più semplici.

Per questo abbiamo preparato una pagina introduttiva che distingue il Sistema A dal Sistema B, cercando di mostrare la differenza principale con disegni chiari e spiegazioni comprensibili anche a chi non ha studi tecnici avanzati.

La pagina è qui:

Simboli delle saldature: differenza tra Sistema A e Sistema B

L’obiettivo non è fare una lezione per ingegneri.

L’obiettivo è aiutare un operaio, un apprendista, un fabbro, un carpentiere o un saldatore a non perdersi davanti a un disegno.

La chiarezza è sicurezza

Nel lavoro metallico la chiarezza non è un lusso.

Una quota chiara evita errori.
Un simbolo chiaro evita rifacimenti.
Una nota chiara evita discussioni.
Un disegno chiaro fa lavorare meglio tutti.

La norma serve. I simboli servono. I software servono. Ma se tutto questo non arriva in modo leggibile a chi deve saldare, allora qualcosa si perde nel passaggio tra ufficio e officina.

E quel passaggio è decisivo.

Perché alla fine il pezzo non lo costruisce la norma.
Non lo costruisce il software.
Non lo costruisce il simbolo.

Il pezzo lo costruisce una persona che deve capire bene cosa fare.

Conclusione

La convivenza tra Sistema A e Sistema B può avere una ragione tecnica e internazionale. Ma nella pratica crea difficoltà reali, soprattutto per chi deve leggere il disegno e trasformarlo in lavoro fatto.

Per questo sarebbe utile che ogni disegno indicasse chiaramente quale sistema adotta, che i software fossero impostati con attenzione, che le aziende spiegassero le proprie convenzioni interne e che la formazione arrivasse anche in officina, con parole semplici e disegni comprensibili.

Non per abbassare il livello tecnico.

Al contrario: per alzare il livello reale del lavoro.

Perché una norma capita bene vale molto di più di una norma solo scritta bene.